XX Convegno Nazionale Aips

In questi giorni sono al convegno nazionale della Associazione Italiana Psicologia dello Sport.
In questa edizione del convegno si é concentrata l’attenzione sulla tradizione e sulla innovazione, e sulle sfide che la psicologia dello sport si trova ad affrontare.
Una su tutte sicuramente il riconoscimento della figura dello psicologo dello sport.
Gli interventi, alternatisi ad un ritmo serrato per tre giorni nella splendida cornice del Mart di Rovereto, hanno fornito spunti interessanti. Diverse sono state le sessioni: dalla formazione e consulenza fino alle popolazioni speciali, passando per svariate ricerche proposte da ricercatori di diverse università italiane.
Di particolare interesse é stato il confronto che si é instaurato fra la realtà accademica e la realtà operativa degli psicologi che lavorano sui territorio. C’è ancora un gap fra questi due mondi paralleli che é necessario colmare a mio avviso, al fine di rendere il più possibile pratico e applicabile quello che emerge dai laboratori di ricerca nelle realtà sportive, fra gare, incitazioni di genitori, sudore e pizzate in compagnia.
I momenti di scambio sono stati proficui, soprattutto per quanto riguarda le pratiche di lavoro con i settori giovanili, con gli allenatori e con le dirigenze sportive.
Io ho relazionato a nome del gruppo degli psicologi della FIGC dell’Emilia Romagna, insieme alla collega Federica Mazza. La nostra presentazione ha suscitato interesse, sia in merito alla proposta if formazione operativa, sia per le caratteristiche costitutive del gruppo stesso.
Capita spesso, in ambito professionale, che gli psicologi siano esperti nello spiegare l’importanza dei gruppi di lavoro, dei team, della condivisione, salvo poi essere i primi ad andare in difficoltà proprio in questa direzione. Siamo contenti che questa nostra controtendenza sia stata vista positivamente. Anche altre realtà stanno seguendo questa direzione, e ne siamo ben felici. Crediamo che sia una risorsa importante condividere buone prassi e costruire spazi di confronto professionale.
Crediamo anche che lo psicologo dello sport nei contesti sportivi diventerà sempre più una possibilità, un bisogno.
Come ho detto nella mia presentazione, dobbiamo partite nelle nostre progettazioni dalle vision, dai sogni.
E poi, pian piano, cominciare a lavorare per realizzarli.

Presentazione Gruppo psicologi FIGC