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Serata di sport e motivazione

Il 27 Maggio, a Soliera, presenteremo i dati di una ricerca effettuata con la Solierese Calcio che misura in un test standardizzato la motivazione e la soddisfazione nella pratica sportiva.

Chiunque sia interessato può venire a trovarci.

Dalle ore 20:30

 

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Genitori e sport

La qualità del rapporto fra genitori e dirigenti nel mondo dello sport è un tema quantomai attuale. Si incontrano filosofe differenti e, spesso, inconciliabili. Da un lato chi è a favore di un dialogo, di un confronto. Dall’altro chi teme che questo porti ad una perdita di identità e ad una confusione di ruoli.

Io ho sempre pensato che la strada da percorrere sia quella del confronto, del dialogo. Il confronto porta inevitabilmente a crescere, anche e a maggior ragione quando questo confronto è su nodi problematici quali la confusione di ruoli, il rispetto degli spazi nella gestione dei figli (dei propri figli).   Certo, la strada non è semplice, è in salita. Quando si hanno sugli spalti, o all’interno degli spazi della società sportiva, genitori che non “stanno al proprio posto”, che insultano gli allenatori (o anche i bambini) o hanno altri coloriti comportamenti, è molto più semplice dire: tutti fuori, ci affidate i vostri figli e vi fidate o non se ne fa nulla! E’ una strada legittima, ma fa perdere una occasione: quella della crescita di tutti quelli che entrano in contatto con il mondo dello sport, non solo degli atleti, siano essi genitori, allenatori, dirigenti.  La via del confronto è più faticosa, chiede ad ognuno di assumere in parte il punto di vista dell’altro (anche del genitore o dell’allenatore scalmanato), “mettersi nei panni di…”, per creare punti di vista creativi e che portano a soluzioni che, da soli, non avremmo mai pensato. Qui sotto pubblico l’edizione di Aprile del giornalino della Solierese Calcio, società con cui collaboro per conto della Fondazione Campori, dove si intrecciano PUNTI DI VISTA DIFFERENTI proprio sul tema delle relazioni società/genitori/atleti/allenatori. Che però offrono una occasione di confronto.

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La pillola (inesistente) per motivare

Mi capita spesso, parlando con dirigenti o genitori di piccoli e grandi atleti, che a un certo punto, qualsiasi argomento si stia trattando o di cui si stia discutendo, emerga la domanda: come si fa a tenere alta la motivazione di un atleta?

La domanda ovviamente non ha una risposta semplice, forse ancor più difficile è farla apparire (la risposta) esaustiva. Innanzitutto dobbiamo distinguere fra motivazione intrinseca e motivazione estrinseca. In entrambi i casi, quando parliamo di motivazione, potremmo per semplificare definirla come la spinta che abbiamo a fare qualcosa.

La prima, quelle intrinseca, scaturisce dall’intimo dell’individuo, in quanto è impegnato n una attività che lo gratifica, che lo fa sentire competente, che è in linea con la propria idea di persona e con i propri ideali, valori e bisogni.

Quella estrinseca invece è generata dalla risposta del contesto sociale alle nostre azioni: una ricompensa, un riconoscimento (anche economico), una lode, una gratificazione affettiva ma anche una punizione. Motivare non è un processo lineare, un do ut des. Non esiste la formula magica, la parola magica da dire per motivare qualcuno.

Motivare è un lavoro di ricerca. Di ricerca dei bisogni dell’altro. Occorre innanzitutto mettersi in sintonia con i bisogni della persona che ci sta davanti, con la storia che si trascina dietro, per capire quali obiettivi intende darsi e raggiungere per poi affiancarlo nella stesura di sottobiettivi e nella programmazione di comportamenti finalizzati al raggiungimento dei propri scopi.

La figura dell’allenatore in questo senso può essere molto motivante, in questo percorso di affiancamento, sostegno e individuazione di obiettivi sia individuali che di squadra. Ogni atleta, poi, a un certo punto deve metterci del suo, decidere con che impegno perseguire i propri obiettivi e con quale costanza. E alla fine, in questo processo, dobbiamo essere fortemente consapevoli che il buon percorso svolto non è garanzia di successo, ma ogni successo nasce sicuramente da un buon percorso.

Sarebbe forse più semplice avere la pillola della motivazione, la formula magica o la parola magica per risolvere i problemi. Ma perderemmo tutto quello di bello che c’è nella fase della ricerca del risultato, della fatica, del sudore e del rischio dell’insuccesso, nel misurarci con noi stessi e con gli altri. Alla fine ne nascerebbe una motivazione slavata, impoverita e priva di gusto.

Qui sotto un articolo che, in merito al tema della motivazione, fornisce sicuramente molti spunti di riflessione.doc01058020130422105058_001 doc01058120130422105117_001 doc01058220130422105131_001 doc01058320130422105140_001

Sport e Psicologia

Anche le società sportive di alto livello cominciano, in Italia, a inserire figure all’interno del loro staff che curino il benessere psicologico dei loro atleti. Questa settimana su Sportweek un articolo illustra per sommi capi il progetto di casa A.C. Milan per favorire negli atleti, specie del settore giovanile, una serena crescita psicologica e relazionale oltre che sportiva. Obiettivo è quello di aiutare i ragazzi ad ambientarsi e risolvere problemi individuali di vario tipo. L’auspicio è che, sulla base di questi esempi, gli psicologi dello sport diventino parte integrante dello staff delle società sportive, siano esse dilettantistiche o professionistiche.

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Corso Coni-Figc

Lunedi 18 Marzo ho tenuto una lezione ai partecipanti al corso Coni-Figc di Modena, sulle relazioni psicologiche nella scuola calcio.

Diversi gli argomenti trattati, dalla gestione del gruppo, alla motivazione interna allo spogliatoio, le regole del contesto sportivo. Ma si è lavorato anche sulla “vision”,  ovvero l’ispirazione da cui ogni allenatore dovrebbe partire per

Una tema della serata

Una tema della serata

definire i propri obiettivi di lavoro con i ragazzi. Una serata in cui, nonostante l’orario non certo agevole (abbiamo lavorato 20 alle 23!), i partecipanti hanno proposto diversi spunti di rilfessione, incrociato punti di vista e avviato percorsi di riflessione. Sicuramente ognuno di loro si è arricchito di qualche piccolo “trucco” per meglio gestire le relazioni con i propri ragazzi.